No Gronda
21Apr/120

GRONDA – A Fregoso “spunta” una trivella

Un precedente due anni fa a Murta con il presidio dei residenti

A Fregoso "spunta" una trivella, probabilmente collegata al progetto della Gronda Autostradale, e scoppia subito la polemica.

E' successo ieri, quando è stato richiesto anche l'intervento della polizia municipale: «Sono stato contattato da alcuni residenti - spiega Angelo Spanò, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista - perché da un autocarro era stata scaricata una trivella, con evidenti segni sull'asfalto, che aveva percorso un tratto di strada comunale senza targa e assicurazione. Per questo ho chiamato i vigili». Che, tuttavia, hanno potuto fare poco, perché non avevano assistito alla scena.  «Adesso ci troviamo nelle stesse condizioni dell'autunno del 2010 -continua Spanò - quando a Murta una trivella fu scaricata e poi trasportata nei boschi, dove fu bloccata per quasi tre mesi dai comitati No Gronda e "liberata" solo per il Natale».

Da il "Corriere Mercantile" del 21/04/2012

 

22Dic/100

La trivella non c’e’ piu’!

Alcuni video di stamattina.



22Dic/100

Festa di addio alla trivella di Murta!

Alcune foto di questa mattina.
Giornata epica!
Finalmente la trivella ci abbandona....tra gioia, soddisfazione e anche un pò di nostalgia da parte di alcuni, per i momenti passati insieme al presidio, la ditta incaricata da Spea (società di Autostrade spa) di effettuare i carotaggi propedeutici alla redazione del progetto della gronda, è arrivata questa mattina per portarsi via la "macchina infernale"!
Accompagnata "verso l'uscita" da un bel gruppo di persone dei comitati, riunitisi già dalle 7.30, nonostante pioggia e gelo, è transitata davanti al presidio dove gli operatori della ditta sono stati obbligati....a consumare focaccia di Voltri e caffè di Murta!
Intanto, mentre tv e giornalisti arrivavano, in attesa che giungesse in piazza il mezzo su cui caricare la trivella, ci si sono scambiate un pò di battute e si è organizzata la serata di stasera dove, dalle 20.30, ci sarà una festa per l'occasione ma anche un modo per scambiarsi gli auguri di Natale.
Chi riesce, stasera, si unisca a Laura, Edo, Pietro, Pina, Lino, Gianni, Lina, Paolo e a tutti gli amici che ci hanno aiutato a mantenere il presidio di Murta per tutti questi giorni.
Grazie!!
Davide



21Dic/100

Ciao ciao trivella!

Ebbene si, è arrivato il momento di dirti addio! Volevamo festeggiare il Natale con te, ma non ce lo permettono.
Mercoledi 22 dicembre (domani mattina) ore 07.30 verranno a portare via la nostra cara e adorata Trivella.
Tenendo ben presente che ancora tanto è da fare, festeggiamo questa piccola vittoria con un bel corteo!
Domani sera ore 20.30 invece festeggiamo come si deve e al caldo nel ricreatorio parrocchiale sul piazzale della Chiesa di Murta!

Vi aspettiamo come sempre numerosi!

15Nov/104

50 giorni di presidio

Oggi alle 17.15 al presidio si festeggiano i 50 giorni , chi può fare un passo venga . Grazie a tutti.

Oggi sono trascorsi 50 giorni da quando, un po' titubanti, abbiamo iniziato il presidio; non so se serviranno a tanto o poco per la nostra lotta quello che so è che nessuno di noi potrà dimenticare i sorrisi e le battute in genovese di Lina e Lino, le corse di Gianni, le morali di Pietro e le pastasciutte della Pina, i pesci e le bistecche di Rino, Angelo,Maurizio,Chicco ed Andrea, le amorevoli cure al presidio di Laura, Lina, Assunta, Delia... e tutte le altre piccole cose quotidiane che fanno la ricchezza di una comunità; noi abbimo già vinto la battaglia più grande che è quella per lasciare un po' meglio il mondo di come lo abbiamo trovato; ma ora con determinazione  dobbiamo vincere le altre battaglie contro chi specula sulla salute dei figli e sul massacro dei territori; pazienza poi se questo dovremo farlo sopportando le migliaia di persone che, in maniera miope, credono che il futuro sia arraffare tutto e subito , mangiare l'animale in via di estinzione prima che se lo possa mangiare un'altro, senza vedere che ogni volta che perdiamo qualche cosa è per sempre e per sempre è molto più tempo dell'attimo di godimento di chi specula e molto , molto di più del piccolo secondo di chi gode pensando di partecipare alla speculazione senza in realtà poterlo fare mai ( migliaia di sfigati).

Grazie per i momenti di grande piacere che mi avete dato PER SEMPRE!
PAOLO

13Nov/102

Murta: primo giorno della mostra della zucca, 48° giorno di presidio

Nonostante il brutto tempo, oggi c'è stata una buona affluenza al nostro banchetto informativo allestito alla 24esima mostra della zucca di Murta. Grazie a tutti coloro che si sono fermati a chiedere informazioni, e che ci hanno lasciato l'email per iscriversi alla nostra mailing-list.



28Ott/100

Gronda, viaggio nel caos delle trivelle

Da: "Il Secolo XIX" del 28/10/2010

Polemiche sugli scavi e i permessi: i vigili hanno multato un'altra azienda per i danni a una strada
Il Comitato di Murta sfida Ranieri a un dibattito pubblico. L'assessore: «Sono pronto»
di Daniele Grillo

Arrivano a volte senza tutte le autorizzazioni necessarie, altre volte chiedono l'accesso sul posto ad attoniti e disinformati proprietari. Le 88 trivelle che stanno "assaggiando" il terreno che dovrà ospitare la galleria autostradale più lunga d'Europa stanno operando ormai da mesi sul territorio interessato dalla gronda autostradale. Ma dai casi che si stanno presentando all'attenzione in questi giorni, sembra che questa attività pecchi in organizzazione e in qualche caso di tutte le carte necessarie a realizzare l'operazione prevista. A Geminiano, giurano gli abitanti, al terreno sul quale era prevista la perforazione si è arrivati soltanto «perché a un residente è stata chiesta la chiave di una sbarra e lui, pensando che i compaesani fossero d'accordo, l'ha fornita».

Intanto dal fronte di Murta arriva una risposta ad Andrea Ranieri, l'assessore comunale che sta cercando una mediazione con i manifestanti prima che a sgomberare il campo arrivi la polizia. «Siamo disponibili a un incontro - spiega Paolo Putti, uno dei portavoce dei manifestanti di Murta - ma solo se l'assessore è disponibile ad affrontarci in un dibattito televisivo. In alternativa, accetteremmo anche un momento di confronto in un luogo accessibile al pubblico». La risposta a distanza di Ranieri non si fa attendere. «Non ho pregiudiziali che mi facciano rifiutare la proposta. Purché le modalità della conduzione siano concordate e condivise».

Le trivellazioni stanno interessando tutto il nastro di terra e pietra sul quale si muoverà la dorsale della gronda. Inspiegabilmente, però, tra i territori interessati non si è presa in considerazione la consistente fetta di territorio (cinque chilometri) tra la Valvarenna e Voltri.
Numerose le ditte coinvolte nelle indagini: alcune hanno il compito di svolgere campionamenti per le indagini geologiche, altre si occupano semplicemente delle perforazioni. I nomi delle aziende che si occupano di catalogare pietre e e terre sono la Serma srl di Rho, la Atp srl di Perugia, la Tecma srl e la Geogrà srl. Le trivelle, invece, sono state portate da Geoservice, Imprefond, Landservice, Rct, Sorige-Terra, Teknos, Tecnoin e Vicenzetto. Molte ditte vengono da fuori regione, e questo spiegherebbe parte delle difficoltà nel raggiungere zone spesso impervie; davvero complicato, con i camion, percorrere strade comunali o di vicinato.
Gli appalti sono stati coordinati da Società Autostrade, ma le perforazioni non sembrano essere state dirette da un'unica mano. Ogni azienda si è comportata in maniera autonoma. E la differenza tra gli approcci, tra errori e mancanza di documenti, in diversi si è vista e ha contribuito a rinsaldare il popolo dei no-gronda.

Ai Giovi - lo raccontiamo anche in un articolo qui sotto - la trivella si è vista opporre il netto no della proprietaria del terreno. Così il "buco" è stato realizzato vicino alla pubblica strada, ma senza le opportune canalizzazioni si è creato un pasticcio - denunciato dalla stessa donna, il cui terreno è stato ugualmente danneggiato dall'acqua proveniente dallo scavo del carotaggio. Risultato: la trivella si è dovuta "ritirare" in virtù di un intervento dei vigili, che non hanno potuto che constatare l'irregolarità delle operazioni.

La polizia municipale è dovuta intervenire un'altra volta. Una seconda azienda è infatti stata multata dai vigili urbani perché ha danneggiato la strada sulla quale stava conducendo la trivella. Una zona impervia raggiungibile soltanto attraverso una strada impervia. Oltre alla contravvenzione, è stato sequestrato tutto il materiale. E poi c'è il caso di Murta. «Nessuno ci ha avvisato che sarebbero passati dal mio terreno - giura Pietro Orofino, che dal giorno del "sopruso" assieme alla moglie prepara la pasta con le melanzane a tutti i no-gronda asserragliati a Murta - e allora io per ripicca gli faccio la guerra».

Ma i proprietari dei terreni che concedono l'accesso e la trivellazione, ottengono un compenso? La questione è difficile da appurare con certezza, ma pare che il disturbo - quando richiesto - venga ripagato con una cifra pari a mille euro. In un caso un proprietario ha rivisto il suo no al transito dei cingoli della trivella perché gli operai della ditta gli hanno promesso che avrebbero messo a posto la stradina danneggiata. «Gliela faremo più bella di prima». Una cosa è certa: al di là dei permessi e delle leggi che regolano il passaggio per questione di pubblica utilità sembra che il primo passo dei cantieri della gronda abbia scelto un approccio più "artigianale" che scientifico.

28Ott/101

Rosa, la pasionaria di Voltri che ha bloccato i carotaggi

Da : "Il Secolo XIX" del 28/10/2010.

La pensionata reticente solo sull'età: «Sono cose da chiedere a una signora?»
«Doveva chiamarmi una geologa. Non l'ha fatto. Per questo mi sono arrabbiata»
di Emanuele Rossi

Arrivata all'età della tranquillità, della cura dell'orto e degli affetti, perso ormai il marito amato tutta una vita, a Rosa Bruzzone non sarebbe mai saltato in mente di diventare un simbolo, la "vecchietta barricadera" che blocca le macchine sull'uscio di casa. Ma si sa, in queste cose la volontà c'entra poco e così, nel giro di pochi giorni, "la Rosa", come la chiamano qui, sulle alture sopra a Voltri, qualche centinaio di metri sopra l'autostrada, si è trasformata nella Dolores Ibarruri, nel Ned Ludd dei No-Gronda. La "pasionaria" che è riuscita, con cocciutaggine e una tignosità tutta ligure, a bloccare le trivelle della Gronda e a farle sparire dall'orizzonte di questo monte almeno per un po'.

Lei non ne vorrebbe nemmeno parlare - e guai a chi le chiede l'età («Son cose da chiedere a una signora? Si vergogni») - ma la storia ha già fatto il giro della vallata e allora chi le blocca, le bocche dei vicini, qui lungo il serpente d'asfalto di via superiore dei Giovi. Una striscia che corre parallela alla A7, a picco sulla valle, si inerpica su per i monti e arriva fino a Masone e oltre. La strada lungo la quale si trova il terreno che Rosa e suo figlio curano. Ma dove non vivono, visto che l'anziana abita giù nella valle, nella strada per Fabbriche, a Centurione. «Qui c'ha l'orto, - spiega un abitante delle case sulla strada per il santuario delle Grazie - un appezzamento. Una casa in costruzione e poco più in là il figlio alleva i piccioni». I piccioni? «Sì, colombi viaggiatori, sono una delle sue passioni e li fa volare qui, li addestra».

«La casa non è sul mio terreno - precisa lei - ma più in su. Si tratta di poca terra, non ereditata ma comprata qualche anno fa, dopo una vita di lavoro da me e mio marito, ci tengo qualche animale e i colombi». Oltre ai colombi? «C'è un gattino, lo vuole? Io per gli animali, guai a chi me li tocca». Ma non sarà mica per quattro colombi e un felino che ha montato tutto questo ambaradan. E infatti la signora Bruzzone lo chiarisce subito, che la sua opposizione alla Gronda ha radici più antiche: «avevo partecipato a qualche riunione dei comitati in passato, mi sembrava sbagliato che si potessero cacciare delle famiglie, degli anziani, dei bambini, per fare un'autostrada, visto che ce l'abbiamo già, tra l'altro».

E sulle ragioni che l'hanno spinta a chiamare Bruno Pastorino dei comitati del Ponente, l'altro giorno, per chiedergli di intervenire, chiarisce che non si tratta della semplice difesa di pochi metri quadri di terra: «Non è una questione di principio, ma di sicurezza. In quel punto dove stavano trivellando io manco ci tengo le bestie né ho coltivato, ci sono solo degli alberi. Ma ho visto 'sto fiume d'acqua che scendeva e mi sono detta che poteva essere pericoloso: se frana il muretto del terreno, lì, si blocca tutta via Dei Giovi ed era già qualche giorno che andavano avanti con tutta quell'acqua».

L'acqua che usciva dal camion, per raffreddare la trivella che scavava a pochi centimetri dalla strada di via al Santuario delle Grazie ha spaventato l'anziana. «Ho chiesto agli operai di interrompere il lavoro, ma mi hanno risposto che avevano l'autorizzazione della geologa. Ho lasciato il mio numero chiedendo di essere ricontattata dalla geologa, ma nessuno mi ha chiamato, allora mi sono arrabbiata». E ha chiesto aiuto ai comitati: «Non è che si possono chiamare i vigili? Qui c'è un problema di sicurezza». Ed effettivamente i vigili sono arrivati, a bloccare gli scavi per le ripercussioni sul terreno privato. Una piccola vittoria di cui Rosa non sente affatto il bisogno di vantarsi: «No, meno male che se ne sono andati ma non ho certo fatto niente di particolare, io».

27Ott/103

Rimossa la trivella a Voltri

Dal: "Corriere Mercantile" del 27/10/2010.

GRONDA - Prima vittoria del fronte contrario alla nuova autostrada con il blocco dei carotaggi sulle alture del ponente

Rimossa la trivella in via dei Giovi - Nacini: "Comitati-Autostrade 1-0"Rimossa la trivella in via dei Giovi a Voltri

27Ott/100

Gronda, i vigili bloccano la trivella sulle alture di Voltri

Da: "Il Secolo XIX" del 27/10/2010.

Il braccio di ferro tra autostrade e comitati che si oppongono alla realizzazione dell'opera
«Rischio frane nel mio terreno». E arrivano gli agenti
di Giuliano Gnecco

Ora i cantieri bloccati sono due. D'accordo, a Murta c'è un presidio permanente, nel quale i membri e i simpatizzanti del Comitato No-Gronda si alternano per vigilare sulla trivella portata per fare i carotaggi. Ma a Voltri sono state le forze dell'ordine a bloccare il cantiere. Per Autostrade la realizzazione della Gronda diventa sempre più un percorso ad ostacoli, con il rischio che si trasformi in un Vietnam. Perché se per Murta l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, ha già fatto sapere di essere pronto a chiamare la polizia per togliere il presidio e far riprendere i lavori, per Voltri la situazione si fa delicata. E l'assessopre Ranieri sta cercando di mediare, ma finora senza grossi risultati.

Con ordine. Perché il punto a favore dei manifestanti lo fa mettere a segno una donna anziana e rimasta vedova. «Ho un terreno sulla strada per il Santuario delle Grazie - spiega la vecchina, che preferisce mantenere l'anonimato - Ho visto la trivella, che scavava sulla strada comunale. Ma accanto c'era un grosso camion che versava acqua». Chiaro, altrimenti la trivella si surriscalda. «Il problema - incalza la donna - è che una grande quantità di acqua finiva nel mio terreno. Mi sono spaventata, ho tenuto una frana, anche perché sotto quell'appezzamento c'è via Superiore dei Giovi. Così ho chiesto agli operai di interrompere il lavoro, ma mi hanno risposto che avevano l'autorizzazione della geologa. Ho lasciato il mio numero chiedendo di essere ricontattata dalla geologa, ma nessuno mi ha chiamato, allora mi sono arrabbiata».

L'intraprendende donna non ha atteso che sbollisse la rabbia: «Sono stata da subito contraria alla Gronda - assicura - Così mi sono consultata con i Comitati, e mi hanno suggerito di chiamare la polizia municipale. Poi ho parlato con la geologa: ha detto che non ci sono pericoli perché l'acqua che cade dal cielo è in quantità maggiore. Ma come? Aprono un cantiere senza chiedere nulla, e mi danno una risposta così. Mi hanno detto che i lavori sarebbero proseguiti per un'altra settimana, ma sono già stati interrotti».
Già, perché la vecchina ha chiamato la polizia municipale: «Sono venuti lunedì - spiega - E il giorno dopo il cantiere non c'era più».

Ecco, un cavallo di Troia nell'ingranaggio. Perché quando ci saranno ripercussioni su terreni privati anche se gli scavi sono su suolo pubblico, dato il precedente, chiunque si sentirà autorizzato a chiamare le forze dell'ordine per stoppare i lavori. Resistenza passiva, si chiama. Fosse in Parlamento, si chiamerebbe filibustering, come l'ostruzionismo che i deputati irlandesi facevano nella Camera dei Comuni. Un sistema magari poco elegante, ma efficace. E siamo ancora alla fase dei carotaggi: da qui al termine dei lavori, per Autostrade ci sarà del filo da torcere. Per ora, fa 2-0 per i Comitati, anche se la polizia potrebbe a breve annullare uno dei punti messi a segno, quello di Murta.