No Gronda
5Feb/150

No gronda: dichiarazione di voto di Paolo Putti M5S



19Gen/150

Consiglio blindato per la delibera Gronda

Da "Il Secolo XIX"

... Pd e giunta tenteranno di inserire una sorta di “claque” tra il pubblico, in modo da limitare i posti dei manifestanti appartenenti al fronte No Gronda o vicini ai partiti che hanno promosso la manifestazione di protesta, ...

18Gen/150

Dissesto idrogeologico

[dal Blog Margini in/versi]

Intervista ai No Gronda -I No Gronda, comitato di cittadini ambientalisti costituitosi in territorio genovese per opporsi alla costruzione di un tratto di autostrada, denominato Gronda, estremamente invasivo per una città che ha già sopportato non pochi stravolgimenti della propria fisionomia originale, intervengono sul dissesto idrogeologico, rispondendo alle domande rivolte in precedenza al prof. Paolo Arduini dell’Università di Pisa e al Gruppo 183.

Leggerete di seguito, tra le altre riflessioni, a cosa si indirizza principalmente l’attività dei No Gronda e quanto la loro esperienza, maturata durante gli anni di opposizione al progetto del passante autostradale, abbia rafforzato una coscienza e una sensibilità nei confronti di certi problemi, che urge trovi diffusione in tutto il paese. Per ulteriori notizie sui presidi e le battaglie portate avanti dal gruppo siete invitati a visitare il sito web Dibattito pubblico – Coordinamento dei comitati anti Gronda di Genova.

La tutela dei cittadini è fatta di prevenzione, come ci spiegano molto bene gli amici che hanno partecipato alla stesura di questo contributo, e nel caso specifico ciò significa “cultura del territorio”. Senza acquisire questo concetto, che può sembrare quasi scontato, ma che di fatto non trova alcuna rispondenza nella pianificazione e realizzazione delle opere sul territorio nazionale, la conta di vittime e danni, lo spreco di risorse, l’incremento esponenziale delle criticità, continueranno a essere la nefasta conseguenza di gravi tare amministrative.

Per questo, coerentemente con la loro riflessione, la domanda sul grado di efficienza della macchina dei soccorsi, chiamata in causa a disastro avvenuto, e spesso al centro di fitte polemiche, rimane senza risposta.

- Continua a leggere su http://margininversi.blogspot.it/2015/01/intervista-ai-no-gronda.html

18Gen/140

La Gronda la Val Polcevera e le certezze del Cardinale

Pubblicato su Repubblica del 10.01.2014

"CARA Repubblica, leggiamo quotidianamente accorati appelli alla costruzione della Gronda provenienti da una pluralità di soggetti e rilanciati da tutte le principali testate genovesi, dai giornali on line e dalle tv locali. Il concetto che con forza si vuole far passare presso l’opinione pubblica è che il non costruire quest’opera utilissima pregiudicherebbe lo sviluppo ed il futuro della città. Fronteggiamo l'artiglieria pesante della disinformazione con le nostre armi convenzionali: dati, tecnica ed un po' di buon senso.Abbiamo visto e sentito di tutto, persino l'assessore alle Infrastrutture Raffaella Paita dare per acquisita e sbandierare ai quattro venti la firma sulla Via del ministro dei Beni Culturali Bray con quindici giorni di anticipo: «Adesso viene il bello», ha detto.

31Ago/120

Il “no” alla Gronda non è un “no” al lavoro

Da "Il Secolo XIX" del 31/08/2012

Dalle colonne di questo giornale, spesso da questo stesso spazio, a favore della Gronda si schierano politici, imprenditori, esponenti di CONFINDUSTRIA, CONFCOMMERCIO e banchieri ai quali tributiamo l'attenzione che meritano: tranne rare eccezioni, si tratta di soggetti che tutto hanno a cuore fuorché il bene dei cittadini che viene perseguito solo quando, occasionalmente, coincide con gli interessi di casta e bottega. Ma, quando a dichiararsi favorevole all’opera è un sindacalista come Silvano Chiantia, abbiamo il dovere di rispondere.

A lui ed ai lavoratori del settore edile che rappresenta vogliamo far capire che essere contro la gronda non significa essere contro gli operai, ma lottare perché si realizzino strategie governative, politiche ed imprenditoriali mirate allo sviluppo dell’economia attraverso interventi sostenibili dal punto di vista ambientale, della salute dei cittadini e della qualità della vita.

21Apr/120

GRONDA – A Fregoso “spunta” una trivella

Un precedente due anni fa a Murta con il presidio dei residenti

A Fregoso "spunta" una trivella, probabilmente collegata al progetto della Gronda Autostradale, e scoppia subito la polemica.

E' successo ieri, quando è stato richiesto anche l'intervento della polizia municipale: «Sono stato contattato da alcuni residenti - spiega Angelo Spanò, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista - perché da un autocarro era stata scaricata una trivella, con evidenti segni sull'asfalto, che aveva percorso un tratto di strada comunale senza targa e assicurazione. Per questo ho chiamato i vigili». Che, tuttavia, hanno potuto fare poco, perché non avevano assistito alla scena.  «Adesso ci troviamo nelle stesse condizioni dell'autunno del 2010 -continua Spanò - quando a Murta una trivella fu scaricata e poi trasportata nei boschi, dove fu bloccata per quasi tre mesi dai comitati No Gronda e "liberata" solo per il Natale».

Da il "Corriere Mercantile" del 21/04/2012

 

11Mar/120

L’incontro di Voltri del 9 marzo 2012



29Gen/120

Gronda, Bruno (Prc) contro il progetto: “Costoso e pericoloso, sospendiamo tutto”

Da Genova24.it

Genova. Pur approvata ed in procinto di iniziare, la gronda continua a far discutere. Interviene oggi Antonio Bruno, capogruppo Prc in consiglio comunale a Genova.

Ed è un no netto che si avvale anche del recentissimo parere della sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici che ha sentenziato l’impossibilità di cancellare, anche in parte, Palazzo Pareto Pozzoni a Bolzaneto ed il parco di villa Duchessa di Galliera.

“Il parere – commenta Bruno – pare che possa bloccare l’iter di realizzazione. Non posso che rallegrarmene. Mi chiedo, però, come mai altri enti non intervengano sugli effetti di questa opera che ogni giorno che passa si palesano sempre piu’negativi. Mi riferisco al dissesto idrogeologico e ai rischi per la salute legato all’amianto”.

“Chiedo alle forze politiche di sinistra – continua l’esponente di Prc – di accantonare il progetto della Gronda Autostradale di Ponente anche alla luce dei luttuosi eventi del 4 novembre 2011. E’ infatti evidente l’impatto negativo sul delicatissimo sistema idrogeologico del ponente.

“Inoltre – conclude il consigliere – il ricorso al Tar del comitato No Gronda denuncia che i genovesi che rischiano di respirare polveri di amianto saranno oltre 250mila. Una situazione inaccettabile”.

28Gen/120

Gronda, altolà della Sovrintendenza

Da "Il Secolo XIX" del 28/01/2012 di Daniele Grillo

Genova - «Sarà un altro caso Acquasola. E non si dica che noi non ci eravamo pronunciati». Palazzo Pareto Pozzoni, Bolzaneto, è una delle ville storiche inserite nella pubblicazione di Italia Nostra, che qualche anno fa le radunò. Rimarrà solo lì, secondo le carte di Autostrade per l’Italia: la Gronda spazzerà via i tre piani di questa struttura che i più hanno dimenticato, ma ospitò personaggi che scrissero parti della nostra storia. Le ruspe giungeranno inesorabili anche dalle parti di un’altra e più nota abitazione nobiliare: villa Duchessa di Galliera, a Voltri. In questo caso a essere toccato sarà il parco storico della villa, frequentatissimo e noto per i daini ospitati nella parte alta. Anche qui arriverà la Gronda. La Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici scende in campo e dice no al sacrificio di due pezzi di storia della città. «Villa Pareto è vincolata con patrimonio monumentale - spiega il sovrintendente Giorgio Rossini - e il cantiere toccherà in maniera devastante il parco di villa Duchessa. Nessuno ha fatto nulla e si è proseguito col progetto. Ma noi abbiamo già detto e ribadiremo il nostro secco no».

Già appannato dal degrado degli anni, dall’abbandono, dalla sfacciata invadenza prima delle acciaierie Bruzzo, successivamente dai capannoni della Babyfarma, del megastore di cancelleria e decorazioni “Primo” e di altre realtà, palazzo (per alcuni villa) Pareto Pozzoni riceverà il colpo di grazia da un’autostrada. L’edificio, risalente al ‘700 e mai valorizzato a dovere, è sul tracciato dei “baffi” di collegamento tra A7 e Gronda. «L’abbattimento in realtà non è sul percorso dell’autostrada - sostiene Rossini - servirà soltanto a consentire alla “talpa” usata per lo scavo di girare più agevolmente». Il quartiere è Bolzaneto, nel punto un tempo noto come Romairone. Una borgata-paese tra le preferite, un tempo, delle nobili famiglie genovesi. Qui, sorgeva il più bel palazzo della famiglia Durazzo. Scomparso, assieme all’intero borgo, quando sorsero le raffinerie della famiglia Garrone. Alla demolizione è sopravvissuto poco o niente. La cappella gentilizia di Villa Durazzo (a fianco dell’ingresso sud del centro commerciale Ipercoop), il nome del borgo, rimasto a indicare la strada del centro commerciale. E, anche se pochi lo sanno, palazzo Pareto Pozzoni.

28Dic/110

Genova: un nuovo regolamento comunale favorisce la partecipazione dei cittadini

A distanza di 13 mesi, il Regolamento è stato finalmente votato in Consiglio Comunale, ed è passato con 25 voti favorevoli, 1 astenuto, 13 contrari. Con questo regolamento, a Genova, finalmente la partecipazione dei cittadini, diventerà un fatto concreto e non solo una dichiarazione di principio.

Sempre di più i cittadini italiani esprimono la necessità di coinvolgimento della politica nelle scelte per il governo del territorio e nella tutela dei beni comuni. Il Forum dell’acqua, del territorio, dei rifiuti, della mobilità, delle infrastrutture sono sempre più competenti e partecipati, con proposte che col tempo risultano lungimiranti e vincenti. Dimostrazione ne è la risposta referendaria del 12-13 giugno, ove 27 milioni di italiani hanno deciso che era giunto il momento di non delegare ed esprimersi per una posizione chiara sull’acqua e sul nucleare.

Una democrazia rappresentativa che si possa definire matura, non può più sfuggire al confronto con il territorio, non può più arrogarsi il diritto di scegliere senza sapere, senza ascoltare, senza essere consapevole dei danni che certe scelte possono portare.

E’ per tali ragioni che dal novembre dell’anno scorso ho presentato in Consiglio Comunale una delibera per un regolamento sul dibattito pubblico per le opere di rilevanza strategica con forte impatto ambientale, economico e sociale, che, non si limita ad enunciare principi generali, come spesso accade, ma delinea dei percorsi standardizzati per decidere quali opere sono da considerarsi rilevanti, quali strategiche, come valutarle, come sottoporle, e perché, ad un trasparente “dibattito pubblico” con il sostanziale requisito di essere preliminare alle scelte e prevedere l’opzione zero; uno strumento che, come formulato, introduce un meccanismo di analisi dei progetti che permette di valutarli con maggiore attenzione, migliorarli, che prevede la discussione in contesti strutturati, competenti e aperti, che agevola i processi autorizzativi, evitando dei blocchi a posteriori (per ricorsi o opposizioni), che coinvolge e responsabilizza i consiglieri comunali e che d’altro canto porterà ad una maggiore responsabilizzazione civica, una cittadinanza consapevole.

Il testo della delibera

Manuela Cappello consigliera comunale indipendente
www.manuelacappello.it