No Gronda
21apr/120

GRONDA – A Fregoso “spunta” una trivella

Un precedente due anni fa a Murta con il presidio dei residenti

A Fregoso "spunta" una trivella, probabilmente collegata al progetto della Gronda Autostradale, e scoppia subito la polemica.

E' successo ieri, quando è stato richiesto anche l'intervento della polizia municipale: «Sono stato contattato da alcuni residenti - spiega Angelo Spanò, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista - perché da un autocarro era stata scaricata una trivella, con evidenti segni sull'asfalto, che aveva percorso un tratto di strada comunale senza targa e assicurazione. Per questo ho chiamato i vigili». Che, tuttavia, hanno potuto fare poco, perché non avevano assistito alla scena.  «Adesso ci troviamo nelle stesse condizioni dell'autunno del 2010 -continua Spanò - quando a Murta una trivella fu scaricata e poi trasportata nei boschi, dove fu bloccata per quasi tre mesi dai comitati No Gronda e "liberata" solo per il Natale».

Da il "Corriere Mercantile" del 21/04/2012

 

11mar/120

L’incontro di Voltri del 9 marzo 2012



29gen/120

Gronda, Bruno (Prc) contro il progetto: “Costoso e pericoloso, sospendiamo tutto”

Da Genova24.it

Genova. Pur approvata ed in procinto di iniziare, la gronda continua a far discutere. Interviene oggi Antonio Bruno, capogruppo Prc in consiglio comunale a Genova.

Ed è un no netto che si avvale anche del recentissimo parere della sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici che ha sentenziato l’impossibilità di cancellare, anche in parte, Palazzo Pareto Pozzoni a Bolzaneto ed il parco di villa Duchessa di Galliera.

“Il parere – commenta Bruno – pare che possa bloccare l’iter di realizzazione. Non posso che rallegrarmene. Mi chiedo, però, come mai altri enti non intervengano sugli effetti di questa opera che ogni giorno che passa si palesano sempre piu’negativi. Mi riferisco al dissesto idrogeologico e ai rischi per la salute legato all’amianto”.

“Chiedo alle forze politiche di sinistra – continua l’esponente di Prc – di accantonare il progetto della Gronda Autostradale di Ponente anche alla luce dei luttuosi eventi del 4 novembre 2011. E’ infatti evidente l’impatto negativo sul delicatissimo sistema idrogeologico del ponente.

“Inoltre – conclude il consigliere – il ricorso al Tar del comitato No Gronda denuncia che i genovesi che rischiano di respirare polveri di amianto saranno oltre 250mila. Una situazione inaccettabile”.

28gen/120

Gronda, altolà della Sovrintendenza

Da "Il Secolo XIX" del 28/01/2012 di Daniele Grillo

Genova - «Sarà un altro caso Acquasola. E non si dica che noi non ci eravamo pronunciati». Palazzo Pareto Pozzoni, Bolzaneto, è una delle ville storiche inserite nella pubblicazione di Italia Nostra, che qualche anno fa le radunò. Rimarrà solo lì, secondo le carte di Autostrade per l’Italia: la Gronda spazzerà via i tre piani di questa struttura che i più hanno dimenticato, ma ospitò personaggi che scrissero parti della nostra storia. Le ruspe giungeranno inesorabili anche dalle parti di un’altra e più nota abitazione nobiliare: villa Duchessa di Galliera, a Voltri. In questo caso a essere toccato sarà il parco storico della villa, frequentatissimo e noto per i daini ospitati nella parte alta. Anche qui arriverà la Gronda. La Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici scende in campo e dice no al sacrificio di due pezzi di storia della città. «Villa Pareto è vincolata con patrimonio monumentale - spiega il sovrintendente Giorgio Rossini - e il cantiere toccherà in maniera devastante il parco di villa Duchessa. Nessuno ha fatto nulla e si è proseguito col progetto. Ma noi abbiamo già detto e ribadiremo il nostro secco no».

Già appannato dal degrado degli anni, dall’abbandono, dalla sfacciata invadenza prima delle acciaierie Bruzzo, successivamente dai capannoni della Babyfarma, del megastore di cancelleria e decorazioni “Primo” e di altre realtà, palazzo (per alcuni villa) Pareto Pozzoni riceverà il colpo di grazia da un’autostrada. L’edificio, risalente al ‘700 e mai valorizzato a dovere, è sul tracciato dei “baffi” di collegamento tra A7 e Gronda. «L’abbattimento in realtà non è sul percorso dell’autostrada - sostiene Rossini - servirà soltanto a consentire alla “talpa” usata per lo scavo di girare più agevolmente». Il quartiere è Bolzaneto, nel punto un tempo noto come Romairone. Una borgata-paese tra le preferite, un tempo, delle nobili famiglie genovesi. Qui, sorgeva il più bel palazzo della famiglia Durazzo. Scomparso, assieme all’intero borgo, quando sorsero le raffinerie della famiglia Garrone. Alla demolizione è sopravvissuto poco o niente. La cappella gentilizia di Villa Durazzo (a fianco dell’ingresso sud del centro commerciale Ipercoop), il nome del borgo, rimasto a indicare la strada del centro commerciale. E, anche se pochi lo sanno, palazzo Pareto Pozzoni.

28dic/110

Genova: un nuovo regolamento comunale favorisce la partecipazione dei cittadini

A distanza di 13 mesi, il Regolamento è stato finalmente votato in Consiglio Comunale, ed è passato con 25 voti favorevoli, 1 astenuto, 13 contrari. Con questo regolamento, a Genova, finalmente la partecipazione dei cittadini, diventerà un fatto concreto e non solo una dichiarazione di principio.

Sempre di più i cittadini italiani esprimono la necessità di coinvolgimento della politica nelle scelte per il governo del territorio e nella tutela dei beni comuni. Il Forum dell’acqua, del territorio, dei rifiuti, della mobilità, delle infrastrutture sono sempre più competenti e partecipati, con proposte che col tempo risultano lungimiranti e vincenti. Dimostrazione ne è la risposta referendaria del 12-13 giugno, ove 27 milioni di italiani hanno deciso che era giunto il momento di non delegare ed esprimersi per una posizione chiara sull’acqua e sul nucleare.

Una democrazia rappresentativa che si possa definire matura, non può più sfuggire al confronto con il territorio, non può più arrogarsi il diritto di scegliere senza sapere, senza ascoltare, senza essere consapevole dei danni che certe scelte possono portare.

E’ per tali ragioni che dal novembre dell’anno scorso ho presentato in Consiglio Comunale una delibera per un regolamento sul dibattito pubblico per le opere di rilevanza strategica con forte impatto ambientale, economico e sociale, che, non si limita ad enunciare principi generali, come spesso accade, ma delinea dei percorsi standardizzati per decidere quali opere sono da considerarsi rilevanti, quali strategiche, come valutarle, come sottoporle, e perché, ad un trasparente “dibattito pubblico” con il sostanziale requisito di essere preliminare alle scelte e prevedere l’opzione zero; uno strumento che, come formulato, introduce un meccanismo di analisi dei progetti che permette di valutarli con maggiore attenzione, migliorarli, che prevede la discussione in contesti strutturati, competenti e aperti, che agevola i processi autorizzativi, evitando dei blocchi a posteriori (per ricorsi o opposizioni), che coinvolge e responsabilizza i consiglieri comunali e che d’altro canto porterà ad una maggiore responsabilizzazione civica, una cittadinanza consapevole.

Il testo della delibera

Manuela Cappello consigliera comunale indipendente
www.manuelacappello.it

21dic/110

Pinotti in campo: “Io, sindaco per un comune davvero ‘amico’”

Da "Il Corriere Mercantile" del 21/12/2011.

 

11dic/110

Per la Gronda, rischio amianto nelle polveri dei cantieri

Da IlSecoloXIX dell'11/12/2011 di Daniele Grillo

La denuncia dell'ex assessore e ingegnere Mauro Solari: filtri inadeguati nei progetti

«ESISTE un grave rischio di inquinamento atmosferico da polveri di amianto». Particelle generate dalla movimentazione del materiale di scavo che i filtri "scrubber", inseriti nel progetto di Autostrade per l'Italia (Aspi), non sarebbero in grado di trattenere. Amianto significa veleno per i polmoni, rischio di aumento, negli anni successivi all'avvio dei cantieri per la costruzione della Gronda di Ponente, dell'incidenza di tumori polmonari.

La denuncia è di Mauro Solari, ingegnere chimico e ex assessore provinciale, che ha analizzato per conto del comitato No Gronda la parte del progetto di Aspi sulla gestione delle rocce amiantifere, la cui presenza in quantità considerevoli non è mai stata negata. Per Solari «non è tecnicamente possibile adottare filtri sicuri al cento per cento», e «le stesse precauzioni adottate per salvaguardare la salute dei camionisti, protetti da sistemi antifiltraggio simili a quelli che si utilizzano nelle sale operatorie, non vengono adottate per difendere i cittadini». «Se così fosse, significherebbe che 250 mila genovesi - tanti abitano nelle zone dei cantieri - rischieranno seriamente di respirare amianto».

L'ultimo allarme, il comitato No Gronda lo lancia nella riunione di aggiornamento sul ricorso al Tar presentato attraverso l'avvocato Daniele Granara contro la costruzione dell'autostrada. Un ricorso depositato diversi mesi fa ma quantomai "in itinere", perché a documentazione, nel frattempo che l'iter progettuale prosegue, si aggiunge documentazione.

Tanto che il comitato ha già impugnato la bellezza di dieci atti firmati da enti e ministeri. La prevista costruzione da parte di Società Autostrade della galleria autostradale, dal diametro di
scavo più grande al mondo, secondo il comitato No Gronda porterebbe in superficie «18 milioni di tonnellate di rocce potenzialmente amiantifere». «Un rischio di inquinamento atmosferico enorme per otto anni di lavori ipotizzati», denuncia it portavoce del comitato Paolo Putti. La risposta di Società Autostrade è affidata ad Alberto Selleri, responsabile della funzione realizzazione infrastrutture: «I filtri che utilizzeremo garantiranno la sicurezza dei cittadini, e tutto si svolgerà in ambienti chiusi e senza contatto con l'esterno. Il progetto di cantiere è stato esaminato con l'aiuto dello studio Scansetti, tra i massimi esperti in materia. Il materiale potenzialmente amiantifero, preciso, è di 2,3 milioni di tonnellate».

11dic/110

I “No gronda” non mollano “Rischio amianto e alluvione”

Da Repubblica dell'11/12/2011 di AVA ZUNINO

«Non Bastava l'inquinamento atmosferico da amianto, che durante gli otto anni di cantiere minaccerà 250 mila persone del Ponente e della Valpolcevera; ci sarà anche l'inquinamento acustico e come insegnano i recenti avvenimenti un rischio in caso di forti piogge».

Il comitato "No gronda" non molla la presa contro la realizzazione del nuovo "braccio" autostradale dal Ponente alla Valpolcevera e ieri mattina, nello studio dell'avvocato Marco Granara, ha rilanciato con i rischi di alluvione e di inquinamento atmosferico.

«La tubazione che con un percorso andata e ritorno da Bolzaneto alla foce del Polcevera porterà il materiale dei lavori è sull'argine del torrente: se viene un'alluvione, se piove come è accaduto lungo il Fereggiano, porta via tutto. E le strade di cantiere che dureranno dieci anni corrono lungo l'argine del Polcevera», dice il comitato, ricordando anche la novità normativa.  «La Regione a luglio ha ridotto la distanza delle costruzioni dall'alveo dei torrenti, portandola da 10 a 3 metri».

E a proposito di Regione il comitato "No gronda" che ha ormai impugnato tutti gli atti e le delibere relative alla gronda autostradale di Ponente, ha detto che procederà «adesso contro tutti i pareri ambientali». Ed ha impugnato anche l'accordo tra gli enti che la Regione Liguria non aveva voluto firmare: «perché non era previsto il tunnel della Fontanabuona. Poi, qualche mese più tardi, quando il governo ha inserito il tunnel, allora il presidente Claudio Burlando ha firmato.  Ma che cosa c'entra la Fontanabuona con la gronda di Ponente? Non sono due opere connesse».

Quanto all'inquinamento, il comitato ripercorre i termini dei lavori in cantiere: «Gli scavi della galleria riguardano 18 milioni di tonnellate di rocce potenzialmente amiantifere, che seppur diluite in 18 anni, verrebbero concentrate nell'area di Bolzaneto dove sono previsti un impianto e una zona di classificazione e stoccaggio delle rocce. Un grande rischio di inquinamento da polveri da amianto riguarderebbe quell'area e quelle attraversate dai camion che li trasportano. Autostrade ha previsto l'utilizzo di filtri che però non sono adeguati a raccogliere le polveri di amianto. E ha previsto anche la protezione degli operai: e la popolazione?».

Quanto al nuovo Puc, dice il comitato: «Stabilisce che ad esempio a Vesima si potrà costruire solo utilizzando i materiali originali, peccato che 50 metri sopra a Vesima la gronda distruggerà tutto e più in là a Voltri distruggerà anche la villa Duchessa di Galliera: per questo chiediamo ai genovesi di esserci vicini e sostenerci.  Abbiamo fatto ricorso, siamo convinti che questo progetto non si farà, è troppo complicato e pasticciato».

Infine, i rapporti con gli enti. Resta la bocciatura per il Comune, «che non ci ha neppure mai convocato mentre Regione e Provincia almeno ci hanno ascoltati. Le nostre sono obiezioni tecniche e non vogliamo risposte politiche». Con i soldi della gronda, afferma it comitato, «si potrebbero fare opere per la città, investendo sul trasporto pubblico e sui parcheggi».

11dic/110

Comitato “No Gronda”: rischio amianto per 250mila persone

Da IlSecoloXIX.it del 10/12/2011

Genova - Oltre 250 mila genovesi rischiano di respirare polveri di amianto a causa dei lavori della Gronda autostradale di Ponente. La denuncia arriva dal comitato “No Gronda” nel ricorso al Tar presentato questa mattina a Genova nello studio dell’avvocato Daniele Granara.

La prevista costruzione da parte di Società Autostrade della galleria autostradale, dal diametro di scavo più grande al mondo, secondo il comitato, « porterebbe in superficie 18 milioni di tonnellate di rocce potenzialmente amiantifere».

«Un rischio di inquinamento atmosferico enorme per otto anni di lavori ipotizzati», denuncia il comitato, secondo cui «la zona più a rischio sarebbe il quartiere di Genova Bolzaneto, dove sono previsti un impianto e un’area di classificazione e stoccaggio delle rocce scavate».

11dic/110

Genova, Comitati No Gronda: “Un aborto di opera, che noi non pagheremo mai”

Da Genova24.it del 10/12/2011 di Jenny Sanguineti

Genova. Stamattina l’avvocato Daniele Granara e i Comitati No Gronda hanno illustrato gli aggiornamenti del ricorso al Tar e le osservazioni alla Via sulla contestata Gronda di Ponente. “Abbiamo voluto illustrare lo stato della vicenda, anche alla luce del parere parzialmente negativo della Regione Liguria”, ha esordito l’avvocato Granara.

Una vicenda lunga e spinosa quella di quest’opera, che ha subito l’ultimo stop dopo le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Renata Briano e la delibera di giunta regionale secondo cui “A livello programmatico l’intervento risulta congruente con gli atti di pianificazione regionale, sotto il profilo trasportistico il giudizio è favorevole, anche se lo studio di impatto ambientale risulta carente”. “La Società Autostrade ha deciso di presentare subito il progetto definitivo, saltando tutto l’iter di quello preliminare, ma non ha presentato una corretta valutazione di impatto ambientale, né la stima dei costi per la ricollocazione delle persone che dovranno spostarsi – spiega Roberto Campi, leader del Comitato di Murta – quindi sono arrivate le valutazioni di Comune, Provincia e Regione e queste ultime hanno ‘censurato il progetto’, richiedendo integrazioni alla valutazione ambientale”.

Ecco arrivare le vere note dolenti dell’opera, quelle per cui i comitati No Gronda stanno lottando da sempre. “E’ stato omesso il fatto che ci siano 83.500 tonnellate di rocce amiantifere che non si saprebbero dove buttare, per non parlare dell’inquinamento dell’aria, che sarebbe altamente impattata dall’opera, soprattutto considerano il fatto che a Genova la quantità di monossido d’azoto è già molto elevata – prosegue Campi – Nessuno ha poi parlato del fatto che il famoso Viadotto Genova andrebbe a passare soltanto 6 o 7 sopra metri al mercato ortofrutticolo. Il rumore, inoltre, sarebbe elevatissimo, tanto è vero che agli abitanti della zona vengono consigliati i doppi vetri e altri metodi di insonorizzazione”.

Un altro punto cruciale è quello riguardante i costi di ricollocazione delle persone. “Non dovrebbero superare il 5% del costo totale dell’opera, ma come si può fare questo calcolo se non si conosce ancora l’importo della Gronda? – continua Campi – infine, l’opzione zero va fatta per legge, al contrario di quanto sostiene la Regione”. Secondo il leader del Comitato Murta, l’opera probabilmente non verrà mai realizzata, ma le preoccupazioni sono comunque tante. “Il pressapochismo con cui si stanno comportando tutti ci fa pensare che questo aborto di opera non vedrà mai la luce, ma non vorremmo che la Società Autostrade decidesse di chiedere comunque 100 o 200 milioni di euro per la realizzazione del progetto – conclude – sia ben chiaro che noi non pagheremo una lira e siamo pronti a marciare su Roma”.