No Gronda
28Gen/120

Gronda, altolà della Sovrintendenza

Da "Il Secolo XIX" del 28/01/2012 di Daniele Grillo

Genova - «Sarà un altro caso Acquasola. E non si dica che noi non ci eravamo pronunciati». Palazzo Pareto Pozzoni, Bolzaneto, è una delle ville storiche inserite nella pubblicazione di Italia Nostra, che qualche anno fa le radunò. Rimarrà solo lì, secondo le carte di Autostrade per l’Italia: la Gronda spazzerà via i tre piani di questa struttura che i più hanno dimenticato, ma ospitò personaggi che scrissero parti della nostra storia. Le ruspe giungeranno inesorabili anche dalle parti di un’altra e più nota abitazione nobiliare: villa Duchessa di Galliera, a Voltri. In questo caso a essere toccato sarà il parco storico della villa, frequentatissimo e noto per i daini ospitati nella parte alta. Anche qui arriverà la Gronda. La Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici scende in campo e dice no al sacrificio di due pezzi di storia della città. «Villa Pareto è vincolata con patrimonio monumentale - spiega il sovrintendente Giorgio Rossini - e il cantiere toccherà in maniera devastante il parco di villa Duchessa. Nessuno ha fatto nulla e si è proseguito col progetto. Ma noi abbiamo già detto e ribadiremo il nostro secco no».

Già appannato dal degrado degli anni, dall’abbandono, dalla sfacciata invadenza prima delle acciaierie Bruzzo, successivamente dai capannoni della Babyfarma, del megastore di cancelleria e decorazioni “Primo” e di altre realtà, palazzo (per alcuni villa) Pareto Pozzoni riceverà il colpo di grazia da un’autostrada. L’edificio, risalente al ‘700 e mai valorizzato a dovere, è sul tracciato dei “baffi” di collegamento tra A7 e Gronda. «L’abbattimento in realtà non è sul percorso dell’autostrada - sostiene Rossini - servirà soltanto a consentire alla “talpa” usata per lo scavo di girare più agevolmente». Il quartiere è Bolzaneto, nel punto un tempo noto come Romairone. Una borgata-paese tra le preferite, un tempo, delle nobili famiglie genovesi. Qui, sorgeva il più bel palazzo della famiglia Durazzo. Scomparso, assieme all’intero borgo, quando sorsero le raffinerie della famiglia Garrone. Alla demolizione è sopravvissuto poco o niente. La cappella gentilizia di Villa Durazzo (a fianco dell’ingresso sud del centro commerciale Ipercoop), il nome del borgo, rimasto a indicare la strada del centro commerciale. E, anche se pochi lo sanno, palazzo Pareto Pozzoni.

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