No Gronda
4Lug/110

Manifestazione industriali per Terzo Valico, No Tav: “Fatelo coi vostri soldi”

Da Genova24.it del 4/07/2011

Genova. E’ iniziata la manifestazione di piazza organizzata dagli industriali genovesi per chiedere la partenza dei lavori per la costruzione del Terzo Valico e a pochi minuti dall’avvio, mentre ancora il corteo si preparava per la partenza in direzione della Prefettura, in piazza De Ferrari sono arrivati alcuni esponenti dei comitati Anti Gronda genovesi, comitato Acqua Pubblica Genova, coordinamento Genovese contro l’Alta Velocità, confederazione Cobas Genova, Movimento 5 stelle, Circolo Nuova Ecologia Legambiente, Movimento Alternativa, Uniti e Diversi.

“Parassiti, fatelo coi vostri soldi”. Questa la scritta che campeggia sullo striscione dei contro-manifestanti, che stanno anche dando vita a un volantinaggio per spiegare la propria contrarietà alla realizzazione del Terzo Valico. .

Accanto agli industriali, invece, sono schierati numerosi politici, sia di centrosinistra che di centrodestra. In prima fila la sindaco di Genova Marta Vincenzi, il presidente Claudio Burlando, l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaella Paita, Graziano Mazzarello, Sandro Biasotti e molti altri.

3Lug/110

Link per seguire la manifestazione NO TAV

Su http://twitter.com

Su Il Fatto Quotidiano

Su YouReporter

Su Repubblica.it

Diretta radio: http://www.radiondadurto.org

1Lug/110

Genova, il comitato No Gronda in val di Susa: solidarietà ai No Tav

Da http://www.genova24.it dell'1/07/2011

Genova. Anche il comitato No Gronda andrà il val di Susa per lottare al fianco dei No Tav. “Abbiamo deciso col No Gronda di optare per la scelta di usare le auto private, perché più anonime e ‘maneggevoli’ dei Pullman in modo da evitare che ci blocchino in autostrada impedendoci di arrivare al campo di volo di Susa per le 9 di Domenica”.

L’appuntamento, con più auto possibili, è fissato presso il parcheggio pubblico a Sampierdarena, in via Dino Col alle 6.30. L’invito è quello di portare bandiere, striscioni e fischietti e anche acqua, mascherine, occhiali e limoni per i lacrimogeni. Per chi volesse andare in treno la partenza è alle 6 alla stazione di Principe.

5Giu/110

Referendum, ok dalla Cassazione si votera’ anche sul nucleare

ROMA - Si voterà il referendum sul nucleare. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni avanzate in un ricorso presentato dall'Italia dei Valori e sostenuto anche dal Pd e in una una memoria del Wwf che chiedevano di trasferire il quesito sulle nuove norme appena votate nel decreto legge omnibus : quindi la richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà appunto alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare (art. 5 commi 1 e 8). La decisione è stata presa a maggioranza dal collegio dell'Ufficio Centrale per il referendum della Cassazione, presieduto dal giudice Antonio Elefante. (da Repubblica.it)

20Mag/110

Le associazioni a tutela dell’ambiente possono proporre ricorso in materia d’ambiente

Da greenreport.it di Eleonora Santucci

Nella comunità europea le associazioni a tutela dell'ambiente hanno il diritto di proporre ricorso in sede giurisdizionale o dinanzi ad un altro organo indipendente e imparziale istituito dalla legge, per contestare la decisione di autorizzazione di progetti che possono avere un "impatto ambientale importante".
E se anche spettasse allo Stato membro stabilire i diritti la cui violazione può dar luogo a un ricorso in materia d'ambiente, le associazioni a tutela dell'ambiente non possono essere private del ruolo riconosciuto dalla convenzione di Arhus. Lo afferma la Corte di giustizia europea sulla questione della Trianel e la Federazione per l'ambiente.

La Trianel ottiene l'autorizzazione per la costruzione di una centrale elettrica alimentata a carbone a Lünen vicino alla quale (per la precisione nel raggio di 8 chilometri), si trovano cinque zone speciali di conservazione ai sensi della direttiva «habitat». Di risposta la Federazione per l'ambiente propone un ricorso ai fini dell'annullamento all'Oberverwaltungsgericht für das Land Nordrhein-Westfalen invocando la violazione della direttiva habitat (continua).

20Mag/110

Centrale a carbone: super perizia della procura sulla mortalita’

Dal Blog di Marco Preve su Repubblica.it

VADOLIGURE — Sarà un’indagine della procura di Savona affidata ad un pool di super investigatori della salute, a tentare di capire se i tassi di mortalità e di malattia della popolazione residente in alcuni comuni sia influenzata, in qualche modo, dalle emissioni della centrale a carbone Tirreno Power, ex Enel. La settimana scorsa, il procuratore capo Francantonio Granero e il pm Danilo Ceccarelli hanno affidato a tre consulenti un perizia che avrà il compito di fare chiarezza su un tema che negli ultimi anni ha provocato durissime polemiche e discussioni. (continua)

19Mag/110

Mafia, due arresti a Genova Il Pm: “La Gronda e’ a rischio”

Da "IlSecoloXIX.it" del 19.05.2011

Genova - «Dovremmo prendere qualche grosso lavoro anche qui, oltre che a Milano». Nelle parole intercettate dalla squadra mobile dell’imprenditore edile savonese Nunzio Di Gennaro, arrestato ieri, quel «qui» significa «Genova». E quei «lavori», secondo la Direzione distrettuale antimafia sono maxi-appalti, Gronda in primis, ai quali arrivare tramite il massimo esponente della costola gelese di Cosa Nostra nel capoluogo ligure: Vincenzo Morso. Capo della “decina” della mafia sotto la Lanterna, secondo gli inquirenti, in manette da ieri assieme a un altro esponente della malavita siciliana nel capoluogo ligure, Emanuele Monachella detto Orazio (tutti i liguri sono assistiti dall’avvocato Mario Iavicoli). E dalle loro parole contenute nell’ordinanza di custodia, esce uno scenario inquietante, attraverso il quale rileggere anche un’altra indagine: quella del 2008 sul racket ai negozi della Valbisagno.

«Siccome i boss certificano interessi sui grandi lavori, e poiché il loro metro per giudicarli tali è l’Expo di Milano del 2015 - spiega il procuratore Vincenzo Scolastico, capo della Dda genovese - il pensiero immediato va a Gronda e Terzo Valico». La domanda è una soltanto: Cosa nostra, almeno la branca degli Emmanuello e dei Rinzivillo, punta davvero a quelle opere?

Saranno gli inquirenti a stabilirlo, assieme alla Sezione criminalità organizzata della Mobile. Che dopo gli arresti di ieri (inseriti nell’ambito di un’operazione che ha portato 63 persone in manette su scala nazionale), si concentra adesso sugli appalti milionari della Genova futura.

19Mag/110

I miei primi 40 anni

Ho 40 anni, tanti per la fatica che comporta convivere con le delusioni che ogni giorno mi restituiscono la cronaca e la politica sui giornali, pochi per l’esperienza che ci vuole per pensare di avere capito qualche cosa del mondo. Ho partecipato al dibattito pubblico sulla gronda ( una spettacolo teatrale per avallare una sostanza già decisa), ho sofferto con amarezza nel vedere come funziona la “propaganda”: tecnici venuti da tutta Italia” hanno posto pesanti dubbi ed interrogativi sulla utilità, sui costi e sulla pericolosità per la salute della gronda, ma radio,giornali e portavoce di partito diffondevano allegre canzoncine tipo “andiam andiam andiamo a lavorar” e amplificavano i soliti slogan di politici e grandi investitori ( che mi chiedo come facciamo a pensare che siano interessati al nostro benessere), porterà questo……, porterà quello … romperà dall’isolamento.

In questi miei 40 anni ho sentito “vendermi”: fantasiose bombe intelligenti che uccidono bambini veri,guerre per petrolio e gasdotti spacciate per lotte di liberazione e diffusione di diritti,  leggi per tutti che risolvono ( scaltramente) solo problemi di pochi,ospedali chiusi nel nostro interesse per non riaprirne altri nel nostro interesse, scuole fatiscenti,insegnati demotivati e colpevolizzati che dovrebbero invece essere sostenuti e tutelati perché curano la cultura e l’istruzione del nostro futuro, acqua toltaci,monetizzata e data a s.p.a per l’interesse comune, centrali nucleari propagandate come dolceforno della mattel…..

Ora è la volta delle grandi opere di cui andando su è giù per l’Italia si tocca con mano: utilità ( spesso pochissima), effetti sul territorio( sempre terribili), costi (rigorosamente elevatissimi)   che ci vengono vendute come il bengodi lavorativo per migliaia di persone,  salvo poi andare a rimpinguare i dividendi di pochissimi azionisti, o di quelle opere come i termovalorizzatori che poche decine di anni fa bruciavano la rumenta, producendo diossina e polveri sottili ed oggi “trasformano rifiuti in energia” producendo miracolosamente profumi di pino e mughetto ( nel frattempo vari ordini dei medici chiedono a gran voce di non realizzarli vicino a centri abitati perché rischiosi per la salute soprattutto di donne e bambini); il progresso e lo sviluppo ,sfatiamo questa truffa, sono legati al miglioramento della qualità della vita della gente ( salute, cultura, istruzione, conoscenza, relazioni..) non ai soldi che si fanno avere a qualcuno (spesso tra l’altro a pochi), persino la reclame di una nota carta di credito evidenzia che ci sono cose che non si possono comprare o pagare, guarda caso le cose essenziali che rappresentano lo sviluppo vero..Il fato o qualche divinità ci hanno lasciato il libero arbitrio ed una grande capacità creativa, è sorprendente come, invece di adoperarlo per costruire assieme un futuro fatto di: opportunità per tutti, nel rispetto della terra e dell’ambiente, di garanzie e sicurezze per chi non le ha, di cibo e aspettativa di vita più equamente distribuiti, sprechiamo il tempo sostenendo interessi personali , di bottega o di partito.

Paolo Putti Coordinamento Comitati Antigronda

17Mag/110

Invito per il signor Parodi

Un'altra risposta alla lettera del signor Lorenzo Parodi.

Mi permetto, se mi è concesso, di replicare al sig. Parodi, convinto sostenitore della cosiddetta "Gronda di ponente".

Gentile sig. Parodi quel che trovo sfugga alla sua arringa a favore dell'opera è la conoscenza effettiva di qualsiasi aspetto riguardi la stessa, intendendo con ciò dati tecnici, trasportistici, geologici, perfino storici legati ad essa.

Supponendo, non potendo fare altrimenti, la buona fede del sig. Parodi (ammesso e non concesso che non sia un nome di fantasia), il semplicistico approccio che con tanta supponenza egli propone palesa la scarsa informazione che la silenziosa maggioranza alla quale il nostro allude, ritiene di dover fare - come invece sarebbe obbligo di chi si interessa alle cose - in merito a ciò di cui disserta,

Invito pertanto il sig. Parodi (o chiunque  egli sia) a raggiungere il comitato No Gronda presso il consueto luogo di ritrovo, non lontano dalla trivella fermata in via Monterosso, condotta ivi in maniera poco limpida e pertanto da lì ritirata senza che, come paventato, si siano potute fare altre azioni. Ricordo per inciso che le trivelle operanti sono state decine, la cui presenza non è tutt'ora giustificata da alcun progetto esecutivo, mancante (allora come oggi) la firma dell'ente preposto, ovvero la Regione Liguria e le susseguenti dovute approvazioni (e progetti). In merito alle pindariche insinuazioni sull'inquinamento ed il traffico termino la mia con un invito a raccogliere dati più precisi, ovvero a cominciare quantomeno ad informarsi.

Cordialmente, Filippo Noceti, cittadino genovese.

17Mag/110

Il nostro giardino e’ molto grande

Una risposta alla lettera del signor Lorenzo Parodi.

Spesso chi è a corto di argomentazioni, per sostenere le proprie tesi, dice parlare a nome della fantomatica "maggioranza silenziosa". È accaduto anche per la questione Gronda: un paio di cittadini, ed un tal Lorenzo Parodi almeno per tre volte, scrivendo al Secolo XIX, hanno usato quest'abusata locuzione nel tentativo di fare intendere al lettore come quest'opera rappresenti la manna dal cielo per risolvere i problemi che affliggono la mobilità genovese e quanto sia gradita alla maggioranza dei cittadini. Seguono accuse varie nei confronti dei comitati, come quella di voler fermare il progresso o il badare esclusivamente ai propri interessi, al proprio "giardino". Su questi ultimi due punti potremmo anche essere d'accordo, a patto però di definire una volta per tutti quali siano i primi ed i confini del secondo.

Effettivamente gli interessi che difendiamo sono molti. Hanno a che fare con il diritto alla salute, la difesa del territorio e un modo diverso di rapportarsi alle risorse naturali per produrre benessere oltre alla ricchezza. I no gronda sono i veri fautori di quel gruppo di idee con cui si riempiono la bocca gli esponenti del PD, specialmente in campagna elettorale, e che va sotto il nome di "green economy". Crediamo che le uniche autostrade da sviluppare ulteriormente siano quelle dell'informazione, riteniamo che le merci vadano trasportate su ferro e che la mobilità delle persone vada incrementata con il trasporto pubblico, creando nuove linee che servano il territorio in maniera più capillare e costruendo nuove stazioni della metropolitana. in Europa non esistono città delle dimensioni della nostra in cui l'utilizzo del mezzo privato nel centro cittadino non sia fortemente disincentivato. A Genova facciamo tutto il contrario e vediamo nella Gronda la soluzione a tutti i problemi: gli urbanisti ed i tecnici intervenuti al dibattito pubblico ci hanno spiegato che non è così.

Il nostro giardino è molto grande. Va almeno da Voltri a Nervi e comprende l'entroterra della Valpolcevera e della Val Bisagno. Ovunque sia previsto il passaggio dell'ecomostro i No Gronda tenteranno di fermarlo perché per ogni chilometro del tracciato che la società autostrade mostra nelle cartine e nelle foto simulate con una semplice righetta vi saranno decine di strade di cantiere, il passaggio di centinaia di camion ogni giorno, un incremento dei livelli di inquinamento significativo, tonnellate di amianto estratte e rigettate in mare, interruzione delle falde acquifere, aumento di neoplasie. per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.

I cittadini sono male informati, non basta leggere i giornali per farsi un idea del disastro, bisogna consultare la documentazione a corredo del progetto per rendersi conto di cosa realmente significhi la costruzione di quest’opera in termini ambientali e di qualità della vita. Le cose da questo punto di vista stanno cambiando, sempre più persone stanno prendendo coscienza delle dimensioni del problema: basti pensare che per l’osservatorio sulla costruzione della gronda hanno votato solo 562 cittadini, contro i 1021 che si sono messi in coda per firmare il ricorso contro l’opera.
Non vogliamo consegnare ai nostri figli un’altra autostrada, ma un  sistema di vita diverso, che non intenda la crescita del PIL come unico parametro di valutazione del benessere e  che non sia basato sullo scempio del territorio come unica via alla ripresa economica.

Claudio Di  Tursi

Membro del Coordinamento dei  Comitati del Ponente e della Valpolcevera