No Gronda
14Feb/140

Le incoerenze del PD

E' stupefacente! Si rimane a dir poco allibiti a leggere le dichiarazioni dei candidati alla segreteria regionale del Pd.

Andiamo per passi.

Qualche giorno fa sul Secolo XIX vengono intervistati i futuri candidati del Pd ligure alla guida della Regione, su quelli che sono considerati i temi caldi della politica locale. I tre sono Giovanni Lunardon, Stefano Gaggero e Alessio Cavarra.
Premesso che, come insegna il Renzi nazionale, scopiazzare nuove regole da altri non guasta mai (soprattutto se poi non si applicano), tutti e tre si fanno promotori della limitazione del numero dei mandati e dei tagli ai costi della politica.

Si chiede ai tre di esprimersi in merito a temi quali la gronda, la politica urbanistica, i centri commerciali, la privatizzazione dell'aeroporto e l'immobilismo della nostra regione. Peccato che chi ha preparato l'intervista abbia casualmente (…) proposto prima il tema della gronda e successivamente quello della politica urbanistica. Partendo da quest'ultima domanda, vediamo infatti che tutti e tre, improvvisatisi paladini dell'ambiente, propongono una politica di “cemento zero” e “basta cemento”. Ma alla domanda precedente, quella sulla gronda, avevano risposto praticamente all'unanimità e senza alcun dubbio in proposito – a parte una esitazione del civatiano Gaggero - “favorevole senza se e senza ma”!
Quando si dice essere coerenti.

Tanto per capire i personaggi che, nonostante l'età, di nuovo pare abbiano ben poco, osserviamo anche le successive risposte.
Per quanto riguarda la grande distribuzione, dopo decenni di una politica che ha visto sorgere sui nostri territori ipermercati e centri commerciali che hanno praticamente disintegrato il tessuto esistente del piccolo commercio, non ancora convinti, i candidati (e qui fa eccezione Cavarra) concordano per un si al libero commercio della grande distribuzione ma...cercando di tutelare i piccoli negozi!!
Allora: o dai spazio alla grande distribuzione (e pare non ce ne sia proprio il bisogno) oppure cerchi di tutelare i piccoli negozi.
Devi “scegliere”, non dare la solita risposta per cercare di perdere meno consensi...

Tralasciando il tema “aeroporto” - che riteniamo molto importante per rompere l'isolamento della città (quello si, non la gronda) – sul quale lasciamo ai genovesi la possibilità di cercare di comprendere come la Camera di Commercio e l'Autorità portuale siano riusciti in questi anni ad azzerarne l'attività, buttiamoci sull'ultimo argomento, l'immobilismo della Regione.
Ponendo la massima attenzione nel non offendere il presidente Burlando, ma facendo riferimento ad un misterioso “gruppo dirigente” del Pd (forse Burlando non ne fa parte? Mah!), i candidati si lamentano del consociativismo del partito.

Però una cosa giusta e importante, la dice Gaggero, quando sottolinea che “in Liguria non è più il Pd il primo partito ma il Movimento 5 Stelle”.
Purtroppo questo fatto tanti lo hanno dimenticato. I rappresentanti del Pd lo sanno, ma preferiscono nasconderlo.
I giornali, troppo interessati a sponsorizzarli, tanto meno.
Eppure, ogni tanto viene fuori questo dato.
Il Pd, il partito che fino a qualche anno fa aveva in Liguria e soprattutto a Genova percentuali di voto talmente elevate da fare scomparire qualsiasi tipo di opposizione, oggi non è più il primo partito.
E il primo partito è proprio quel Movimento che a livello nazionale, come nella nostra regione, ha fatto propria la lotta alle grandi opere come la gronda autostradale, il terzo valico, la TAV, a favore delle “piccole opere” di riassetto del territorio.

E allora, siamo proprio sicuri che le persone – si, cari candidati, esistono anche quelle... - siano veramente d'accordo nel costruire la gronda e il terzo valico, nel devastare ulteriormente il fragile territorio che, mai come oggi, necessita di riguardo e attenzione?

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