No Gronda
26Ott/100

Lettera da Don Farinella

Agli Amici e alle Amiche

Del Movimento “No Gronda”.

Tramite Carlo Di Bernardo.

Avrei voluto con tutto il mio cuore essere con voi sabato, ma ho un calendario che viaggia di sei mesi in sei mesi e sabato non riesco a venire. Affido però queste mia parole a Carlo che le leggerà a voi, se vorrete. Mi pare che sia importante darvi solidarietà e farvi sentire il calore della presenza anche se assente fisicamente.

Personalmente non so se la gronda sia una soluzione miracolosa o una schifezza perché non essendo del posto non conosco con precisione i termini del problema che esigerebbe approfondimento come tutte le cose serie, altrimenti si rischia di parlare di tutto superficialmente e alla fine ha ragione chi grida più forte e chi è più furbo. So però alcune altre cose che sintetizzo: la gronda la vogliono

1) politici e costruttori, cementificatori e corruttori di ambiente;

2) di tutti coloro che vogliono la gronda nessuno ha una casa o un terreno nel tragitto scelto;

3) bisogna risolvere il traffico che soffoca Genova.

Il terzo punto è semplice: dopo 50 di speculazione e di non scelte politiche che hanno permesso ogni scempio, non capisco perché ora che i nodi vengono al pettine debbono pagare dazio coloro che sono statti vittime di quelle scelte e di quelle scellerataggini. E’ venuto il tempo che paghi chi ha frodato, chi ha rubato, chi si è arricchito a spese di tutta la collettività. IL popolo non ha più intenzione di pagare il conto degli speculatori e dei corrotti e corruttori.

Bisogna valorizzare e migliorare il trasporto su rotaia, ammodernando le ferrovie che invece vanno sempre più in malora.

Per gli altri punti: solo voi avete l’autorità di dire se la gronda va bene o no, quindi tutti gli altri non implicati stiano zitti.

Se la gronda è voluta da tutta quella gente lì che ho detto all’inizio, significa che c’è del marcio e forse si sono già spartita la torta miliardaria.

Voi, abitanti senza gronda, avete il sacrosanto diritto di pretendere che nemmeno una casa, un pollaio venga abbattuto per un’opera che molti considerano costosa, inutile e obsoleta. Se vivessi in mezzo a voi, mi armerei e fare la rivoluzione, quella vera, non quella a parole. Cosa ci manca? Nulla. I monti li abbiamo, i boschi anche, le ragioni non ci mancano e la storia è dalla nostra parte.

Voi difendete la vostra storia, i vostri affetti, i sacrifici dei vostri padri e madri che su quelle alture e per quelle case si sono spezzate le reni e vi sono morti. Nessuno ha il diritto di sfrattare i morti e i vivi che li ricordano. Sentimentalismo? E se anche fosse? Se vogliono la gronda che la facciano passare da via Garibaldi all’altezza dell’ufficio della Sindaco così mentre sono in corsa i camionisti possono dare una sbirciatina con la coda dell’occhio. Oppure che la facciano passare con una bella doppia rotonda da Piazza De Ferrari così i camionisti possono attingere acqua alla fontana gratis.

Spiazzateli e fate loro una proposta: accettate la gronda come la vogliono loro,m ma chiedete un risarcimento che sia 20 volte superiore al valore di mercato sia per le case che per i terreni e devono darvi non case altrove, ma soldi in contanti in mano e tutti biglietti di piccolo taglio. Vedrete che vi diranno che siete pazzi e voi allora direte: “Sì, siamo pazzi e da pazzi ci comportiamo: dovete passare sui nostri cadaveri.

So che avete presidiato per oltre un mese e siete stanchi e andate anche a lavorare (almeno chi ha ancora questo pessimo vizio: possibile che tra voi nessuno viva di rendita o abbia qualche casuccia ad Antigua o almeno a Montecarlo?

Bisogna che vi organizziate bene come una comunità con un metodo scientifico. Domenica scorsa dalle pagine di Repubblica ho voluto mandarvi una carezza perché non potevo e non posso essere con voi e spero che vi sia arrivata.

Di una cosa sono certo: questo porco governo e questa ignobile maggioranza come anche questa inesistente opposizione ci vogliono derubare della nostra dignità e della nostra identità per fare gli affari loro. Devono sapere che chiunque va contro il popolo si rompe sempre le corna perché il popolo che difende la propria dignità, la propria storia, il proprio passato guardando al futuro proprio e di figli, è un popolo duro come l’acciaio e dirompente come il diamante.

Se avete paura, se vi dimostrate deboli, loro hanno vinto e non possono perché voi siete più forti: loro difendono interessi voi la vita dei vostri figli e la memoria dei vostri morti.

Vi abbraccio tutti e tutte e vi do la mia convinta, intima e interiore adesione con tutto il mio cuore.

Paolo Farinella, prete

Parroco di San Torpete

Piazza San Giorgio

Genova

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