No Gronda
29Set/100

Report terzo giorno di presidio

...e siamo arrivati al terzo giorno di presidio!
Fra le solite visite di vigili, polizia e carabinieri, che ormai si fermano a "banchettare" con noi (ovviamente senza toccare gli alcolici...) sono arrivate anche le belle notizie: la Marta sembra che si sia veramente incazzata!
Peccato, perché forse si è dimenticata di quando era lei, in prima fila, tra quelli che ai tempi protestavano contro la "bretella", che sarebbe dovuta passare da Rivarolo.
Peccato, perché forse si è anche dimenticata che parecchio del consenso avuto - almeno, in passato - lo deve proprio a quelle battaglie, a fianco della gente della Valpolcevera.

Oggi, un po' per il bel tempo, un po' perché sono dovuto assentarmi un po' per motivi di lavoro, la giornata è trascorsa veloce. Ma un fatto mi ha stupito: la gente, le persone presenti e quelle di passaggio, invece di diminuire, sono aumentate!
La mattina - sarà stato per la solita, ma sempre favolosa focaccia di Voltri - eravamo un bel gruppetto.

Poi, nell'ora - sarà per gli articoli comparsi sui giornali in merito alla pasta con le melanzane della moglie di Pietro - è arrivata una marea di persone!
Peccato che Pietro non abbia avvisato la moglie (ma lei, ha detto poi, per domani provvederà...).
Poi ho preso la mia bimba a scuola e sono tornato al presidio.
La luce del tramonto colorava l'aria fresca di settembre di quelle tinte che ci preannunciano l'autunno ma si stava bene.
I bimbi, quattro, cinque, sei, giocavano e correvano.
Le signore, sedute sulla panchina, chiacchieravano.
Gli uomini, in piedi, leggevano i giornali e commentavano.
E gli "amici" che uscivano dal lavoro, cominciavano ad arrivare: ciao...ciao..ciao!

Sembrava di essere nella piazza di un paese, dove la gente si incontra; quasi con un rito quotidiano, un'abitudine dolce che ti accarezza la sera, che ti chiude la giornata.
Chi ha portato da bere, chi dei dolci delicati allo zucchero e frutta o una crostata.
Ma poi la poesia è finita: è ripassato Pietro, il contadino del posto, con la sua Ape e la moglie al fianco con il cagnolino. Si è fermato, ha spento il mezzo, è sceso e si è messo a chiacchierare, come piace a lui, a voce alta.

Allora abbiamo preso sedie, tavoli, sacchetti e altro, e abbiamo caricato il tutto sulla sua ape.
Poi ci siamo salutati, tutti, e ci siamo dati l'arrivederci a domani.

Ancora: grazie.

Davide

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