No Gronda
19Mag/110

Mafia, due arresti a Genova Il Pm: “La Gronda e’ a rischio”

Da "IlSecoloXIX.it" del 19.05.2011

Genova - «Dovremmo prendere qualche grosso lavoro anche qui, oltre che a Milano». Nelle parole intercettate dalla squadra mobile dell’imprenditore edile savonese Nunzio Di Gennaro, arrestato ieri, quel «qui» significa «Genova». E quei «lavori», secondo la Direzione distrettuale antimafia sono maxi-appalti, Gronda in primis, ai quali arrivare tramite il massimo esponente della costola gelese di Cosa Nostra nel capoluogo ligure: Vincenzo Morso. Capo della “decina” della mafia sotto la Lanterna, secondo gli inquirenti, in manette da ieri assieme a un altro esponente della malavita siciliana nel capoluogo ligure, Emanuele Monachella detto Orazio (tutti i liguri sono assistiti dall’avvocato Mario Iavicoli). E dalle loro parole contenute nell’ordinanza di custodia, esce uno scenario inquietante, attraverso il quale rileggere anche un’altra indagine: quella del 2008 sul racket ai negozi della Valbisagno.

«Siccome i boss certificano interessi sui grandi lavori, e poiché il loro metro per giudicarli tali è l’Expo di Milano del 2015 - spiega il procuratore Vincenzo Scolastico, capo della Dda genovese - il pensiero immediato va a Gronda e Terzo Valico». La domanda è una soltanto: Cosa nostra, almeno la branca degli Emmanuello e dei Rinzivillo, punta davvero a quelle opere?

Saranno gli inquirenti a stabilirlo, assieme alla Sezione criminalità organizzata della Mobile. Che dopo gli arresti di ieri (inseriti nell’ambito di un’operazione che ha portato 63 persone in manette su scala nazionale), si concentra adesso sugli appalti milionari della Genova futura.

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