No Gronda
17Ott/110

Primocanale a Murta domani 18 ottobre 2011

Domani sera dalle 19 in poi collegamento di PRIMOCANALE con la piazza di MURTA. Partecipiamo numerosi.

6Ago/110

Due interviste, due livelli di informazione

CHI NON SA

CHI SA

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30Lug/110

Protesta in consiglio comunale

Inserito in: no gronda Nessun commento
2Lug/110

MOVIMENTO 5 STELLE A GENOVA

Il Meet up Amici di Beppe Grillo Genova Gruppo Storico ed il Coordinamento dei Comitati No-gronda, dopo diversi anni di lavoro sul territorio, a fianco dei cittadini e di associazioni e comitati apartitici di Genova, annunciano la nascita del MoVimento 5 Stelle genovese, che lavorerà nei prossimi mesi per la definizione della lista in vista delle elezioni comunali del 2012.

La lista dei candidati sarà composta da cittadini comuni, non iscritti ai partiti ed incensurati; pertanto invitiamo tutti i genovesi che vogliano aiutarci a costruire un'alternativa concreta per la nostra città a partecipare attivamente al nostro percorso di democrazia diretta e condivisione, per superare finalmente le egoiste ed elitarie logiche di partito.

2Lug/110

I diritti prima dei profitti

Difendiamo i beni comuni: i diritti prima dei profitti!

Lunedì mattina gli industriali scenderanno in strada per chiedere che si realizzi il Terzo Valico. Gli industriali piangono miseria! Noi cittadini, anche se in tutta la vita non guadagneremo mai quello che loro guadagnano in un anno, vorremmo fare una colletta per aiutarli ad alleviare i morsi della fame. Purtroppo sanno che quello che ci rimane da dare è troppo poco per il loro insaziabile appetito, e allora (sono le loro parole) vanno "all'assalto dei beni comuni", a partire da quelli primari: il territorio, l'acqua. I referendum appena conclusi hanno però mostrato che i cittadini italiani non tollerano questo sfruttamento! Per questo motivo lunedì saremo in città per ricordare che il terzo valico:

  1. è un'opera inutile, perché non giustificata da ragionevoli previsioni di traffico merci e passeggeri
  2. ha un costo insostenibile, tutto a debito della spesa pubblica e proiettato sulle generazioni future, erodendo ulteriormente risorse dedicabili a scuola, sanità, pensioni e stato sociale
  3. l'esercizio di questa nuova linea sarà sempre passivo, non potrà ripagare l'investimento (e neppure le spese correnti), sarà un debito crescente negli anni che graverà sulle generazioni future
  4. favorirebbe la crescita dell'intreccio perverso partiti-imprenditori-mafie (documentato da indagini della dda): un cancro nel nostro Paese, che le grandi opere alimentano
  5. comprometterebbe l'ambiente e la salute dei cittadini in modo irreversibile, a causa dell'impatto devastante sul territorio attraversato

Perché realizzare un'opera che permetterà ad un container di arrivare una-due ore prima, quando poi, lo stesso container, resta fermo 10 giorni in porto per pratiche doganali burocratiche? È per questo che riteniamo il Terzo Valico un'opera costosissima (oltre 6 miliardi di euro) e sostituibile dagli ammodernamenti delle reti esistenti che da anni chiediamo invano. Questi interventi avrebbero potuto, già adesso, consentirci di andare a Milano in un'ora e di poter movimentare 6 milioni di TEU!

Le sparate di Confindustria sull'utilità di quest'opera, a cui opponiamo i numeri degli esperti di università e politecnici, fanno indignare. La nostra continuerà ad essere una protesta pacifica ma anche assolutamente determinata nel portare avanti le nostre ragioni.

I nostri diritti vengono prima dei loro profitti!

Riferimenti circa gli interessi mafiosi:

Si vedano anche le ragioni del no e le proposte alternative:

Comunicato sottoscritto da:

  • Coordinamento comitati anti gronda genovesi
  • Comitato Acqua Pubblica Genova
  • Coordinamento Genovese contro l'Alta Velocità
  • Confederazione COBAS Genova
  • Movimento 5 stelle – Genova
  • Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova
  • Movimento Alternativa - Genova
  • Uniti e Diversi - Genova
22Giu/110

Convegno a palazzo Ducale del 20 giugno

I comitati contrari alla realizzazione della gronda autostradale di ponente sono intervenuti, lunedì 20 giugno a Palazzo Ducale, in occasione del convegno sul tema "Genova e la Liguria, un territorio congestionato ed isolato via terra, cielo e mare: fino a quando?" organizzato dalla fondazione presieduta dal ministro Altero Matteoli al quale sono intervenuti anche Mauro Moretti,  amministratore delegato delle Ferrovie; Luigi Merlo presidente dell’Autorità portuale; Fabio Cerchiai, presidente di Autostrade per l’Italia (assente..); Pietro Ciucci, presidente dell’Anas; Vito Riggio, presidente Enac; Michele Troilo, professore ordinario di Architettura dei Trasporti. Donatella Mascia.

I comitati hanno mostrato striscioni e bandiere e consegnato ai vari rappresentanti una brochure informativa sulla gronda autostradale, dove si evidenziano le VERE conclusioni del Dibattito Pubblico.

Alcuni rappresentanti hanno inoltre avuto modo di parlare con il ministro Matteoli che ha dato disponibilità a ospitare una delegazione al ministero.

Inutile dire che le motivazioni portate da chi vuole distruggere il territorio ligure,  quello che presenta, nella nazione, il maggior indice tra superficie ricoperta da strade/superficie totale, sono le solite "bufale": la necessità di fare strade per far muovere l'economia e costruire supergallerie di valico per il passaggio delle merci, al fine di creare posti di lavoro.

Tralasciando l'attuale crisi economica, che ha messo fortemente in dubbio tutte le ipotesi di crescita dei mercati occidentali, ricordiamo che attualmente meno del 10% delle merci viaggia su ferro, e sarebbe sufficiente spostare su rotaia una percentuale del 30-40%, cosa possibile già con le attuali linee ferroviarie, con una integrazione di appena 2,4 km (connessione Borzoli-Fegino), per dare fiato all'attività del nostro porto, liberando dal traffico dei tir strade e autostrade.

Potenziando il trasporto ferroviario locale e realizzando su rotaia l'estensione della rete metropolitana, tramite linee di "superficie" fino a Voltri e fino a Pontedecimo, si andrebbe inoltre a togliere dal traffico una forte quantità di mezzi privati, agevolando il traffico cittadino e soprattutto migliorando la qualità della vita dei genovesi.

E il tutto con circa un decimo di quanto previsto per la spesa della gronda.

Coordinamento Comitati Antigronda

5Giu/110

Il 12 e 13 giugno potete anche andare al mare, ma solo dopo aver votato

17Mag/110

Invito per il signor Parodi

Un'altra risposta alla lettera del signor Lorenzo Parodi.

Mi permetto, se mi è concesso, di replicare al sig. Parodi, convinto sostenitore della cosiddetta "Gronda di ponente".

Gentile sig. Parodi quel che trovo sfugga alla sua arringa a favore dell'opera è la conoscenza effettiva di qualsiasi aspetto riguardi la stessa, intendendo con ciò dati tecnici, trasportistici, geologici, perfino storici legati ad essa.

Supponendo, non potendo fare altrimenti, la buona fede del sig. Parodi (ammesso e non concesso che non sia un nome di fantasia), il semplicistico approccio che con tanta supponenza egli propone palesa la scarsa informazione che la silenziosa maggioranza alla quale il nostro allude, ritiene di dover fare - come invece sarebbe obbligo di chi si interessa alle cose - in merito a ciò di cui disserta,

Invito pertanto il sig. Parodi (o chiunque  egli sia) a raggiungere il comitato No Gronda presso il consueto luogo di ritrovo, non lontano dalla trivella fermata in via Monterosso, condotta ivi in maniera poco limpida e pertanto da lì ritirata senza che, come paventato, si siano potute fare altre azioni. Ricordo per inciso che le trivelle operanti sono state decine, la cui presenza non è tutt'ora giustificata da alcun progetto esecutivo, mancante (allora come oggi) la firma dell'ente preposto, ovvero la Regione Liguria e le susseguenti dovute approvazioni (e progetti). In merito alle pindariche insinuazioni sull'inquinamento ed il traffico termino la mia con un invito a raccogliere dati più precisi, ovvero a cominciare quantomeno ad informarsi.

Cordialmente, Filippo Noceti, cittadino genovese.

17Mag/110

Il nostro giardino e’ molto grande

Una risposta alla lettera del signor Lorenzo Parodi.

Spesso chi è a corto di argomentazioni, per sostenere le proprie tesi, dice parlare a nome della fantomatica "maggioranza silenziosa". È accaduto anche per la questione Gronda: un paio di cittadini, ed un tal Lorenzo Parodi almeno per tre volte, scrivendo al Secolo XIX, hanno usato quest'abusata locuzione nel tentativo di fare intendere al lettore come quest'opera rappresenti la manna dal cielo per risolvere i problemi che affliggono la mobilità genovese e quanto sia gradita alla maggioranza dei cittadini. Seguono accuse varie nei confronti dei comitati, come quella di voler fermare il progresso o il badare esclusivamente ai propri interessi, al proprio "giardino". Su questi ultimi due punti potremmo anche essere d'accordo, a patto però di definire una volta per tutti quali siano i primi ed i confini del secondo.

Effettivamente gli interessi che difendiamo sono molti. Hanno a che fare con il diritto alla salute, la difesa del territorio e un modo diverso di rapportarsi alle risorse naturali per produrre benessere oltre alla ricchezza. I no gronda sono i veri fautori di quel gruppo di idee con cui si riempiono la bocca gli esponenti del PD, specialmente in campagna elettorale, e che va sotto il nome di "green economy". Crediamo che le uniche autostrade da sviluppare ulteriormente siano quelle dell'informazione, riteniamo che le merci vadano trasportate su ferro e che la mobilità delle persone vada incrementata con il trasporto pubblico, creando nuove linee che servano il territorio in maniera più capillare e costruendo nuove stazioni della metropolitana. in Europa non esistono città delle dimensioni della nostra in cui l'utilizzo del mezzo privato nel centro cittadino non sia fortemente disincentivato. A Genova facciamo tutto il contrario e vediamo nella Gronda la soluzione a tutti i problemi: gli urbanisti ed i tecnici intervenuti al dibattito pubblico ci hanno spiegato che non è così.

Il nostro giardino è molto grande. Va almeno da Voltri a Nervi e comprende l'entroterra della Valpolcevera e della Val Bisagno. Ovunque sia previsto il passaggio dell'ecomostro i No Gronda tenteranno di fermarlo perché per ogni chilometro del tracciato che la società autostrade mostra nelle cartine e nelle foto simulate con una semplice righetta vi saranno decine di strade di cantiere, il passaggio di centinaia di camion ogni giorno, un incremento dei livelli di inquinamento significativo, tonnellate di amianto estratte e rigettate in mare, interruzione delle falde acquifere, aumento di neoplasie. per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.

I cittadini sono male informati, non basta leggere i giornali per farsi un idea del disastro, bisogna consultare la documentazione a corredo del progetto per rendersi conto di cosa realmente significhi la costruzione di quest’opera in termini ambientali e di qualità della vita. Le cose da questo punto di vista stanno cambiando, sempre più persone stanno prendendo coscienza delle dimensioni del problema: basti pensare che per l’osservatorio sulla costruzione della gronda hanno votato solo 562 cittadini, contro i 1021 che si sono messi in coda per firmare il ricorso contro l’opera.
Non vogliamo consegnare ai nostri figli un’altra autostrada, ma un  sistema di vita diverso, che non intenda la crescita del PIL come unico parametro di valutazione del benessere e  che non sia basato sullo scempio del territorio come unica via alla ripresa economica.

Claudio Di  Tursi

Membro del Coordinamento dei  Comitati del Ponente e della Valpolcevera

15Mag/110

A MATTEOTTI: protesta a piu’ voci dalla Liguria in difesa di ambiente e salute

Comitati uniti per dire "no" alla gronda e alle grandi opere
Dal "Corriere Mercantile" del 15.05.2011