No Gronda
21Dic/130

Camera di Commercio e i suoi (veri) problemi da risolvere

Leggiamo ancora, in articoli apparsi su vari organi di informazione (o presunta tale), commenti da parte di alcuni personaggi in merito all'utilità della costruzione della cosiddetta “Gronda” autostradale di Genova.

Dobbiamo denotare come ci sia una evidente “spinta” a realizzare quest'opera, da parte dei soliti “poteri forti” genovesi, tra cui la Camera di Commercio, di cui l'autore Walter Bertini ne è solo uno dei rappresentanti e che, già in passato, ha promosso diverse campagne pubblicitarie a favore di quest'opera autostradale.

Trascurando il fatto che una Camera di Commercio si dovrebbe forse occupare più di sostenere il commercio e le attività del territorio, incentivando le innovazioni come la green-economy, il Made in Italy e il turismo, interessandosi del perché migliaia di croceristi in transito per Genova siano caricati su autopulman e portati all'Outlet di Serravalle invece che in giro per Genova, vogliamo solamente chiarire alcuni punti.

In una lettera a firma di Walter Bertini si fa riferimento all'incidente stradale del giorno 17 dicembre per spiegare l'utilità della Gronda autostrdale.
Peccato però che l'autore non si sia accorto che l'incidente in questione è accaduto tra Voltri ed Arenzano, in una zona che non sarà di fatto interessata dal passaggio della Gronda.

Questo vuole dire che, se quel giorno la Gronda fosse stata già realizzata, avremmo avuto ugualmente l'autostrada intasata.
Ricordiamo che il progetto prevede il raddoppio tra Voltri e Bolzaneto, senza prevedere però ingressi/uscite né a Pegli, né a Sestri/Cornigliano, né a Sampierdarena.

Questo significa che un tir in arrivo da Ventimiglia che volesse andare in porto a Sampierdarena sarebbe costretto (sulla attuale A10, sempre a pagamento, dovrebbe essere interdetto il transito ai mezzi pesanti) ad effettuare il doppio dei chilometri attuali esistenti da Voltri al casello di Genova-Ovest e, con ogni probabilità avrebbe più convenienza ad uscire dall'autostrada a Voltri e percorrere l'Aurelia fino a Sampierdarena. In questa maniera sarà garantito l'intasamento totale del traffico dell'intero Ponente, potando quindi ad un netto peggioramento dell'attuale situazione viaria.

Vogliamo ancora ricordare, cosa che tanti dimenticano, che nei due anni 2012 e 2013 il traffico autostradale ha avuto una diminuzione attestata intorno al 16%.

Considerato che la Gronda, come previsto dalle simulazioni di Autostrade S.p.a. (che anche lo studio dei professori dell'Università di Genova considerano “sovrastimate”) porterà ad un a riduzione massima del traffico di poco superiore, possiamo ad oggi affermare che OGGI LA GRONDA NON SERVE PIU'!

E visto che i benefici – tra l'altro assai ridotti, considerato l'enorme costo dell'opera – in pratica li abbiamo già, potremo finalmente dire di aver ottenuto il risultato senza tutte le controindicazioni previste: oltre 8 anni di cantieri, oltre 8 anni di paralisi totale del traffico cittadino, 12 milioni di metri cubi di materiale, di cui altre la metà considerati da Autostrade S.p.a. “a rischio AMIANTO”, aumento dei pedaggi autostradali (qualcuno pensava ancora che la Gronda fosse un regalo?), devastazione del delicato territorio ligure, già da troppi anni martoriato da colate di cemento e asfalto.

Il Coordinamento dei Comitati NoGronda

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